Mi sono dimenticata di vivere

Ci sono percorsi di vita che andrebbero raccontati ogni giorno, esperienze di traumi, di dolore, di vuoto, e non per appesantirne gli animi, ma per rallegrarli.
Per rallegrare gli animi, chiedete con tono di domanda, vi spiego perche’
Crediamo di vivere, in questa esistenza piena di distrazioni, caos, fretta, rabbia, impegni, e crediamo di respirare la vita, di crescer i nostri figli e di raggiungere obbiettivi, ma poi se ci domandiamo se siamo felici, rispondiamo con tono sarcastico di chi la felicita’ ne ha vagamente sentito parlare.
Non stiamo vivendo, non stiamo crescendo i nostri figli, ci stiamo perdendo attimi essenziali della nostra esistenza perdendoci da altre mille cose inutili, ed arriviamo la sera stremati, nervosi e non abbiamo tempo di soffermarci, con la testa gia’ al domani o a cio’ che e’ accaduto ieri e continuiamo a correre senza aver il tempo …. E adesso?? Anche adesso che siamo chiusi in casa in quarantena da due mesi, ci siamo dimenticati di vivere, sempre scontenti e alla ricerca di qualcosa, qualcosa di diverso.
Certo, ora c’e’ stata tolta la nostra liberta’ di agire, ma per fortuna non ci e’ stata tolta l’opportunita’ di essere, e allora chi vogliamo essere?!!
Ci sono storie terrificanti, di chi si e’ perso nella vita, si e’ perso dentro, senza saper dove stesse andando, perdendo il senno e il sonno, ci sono storie di bambini che si sentono soli, che iniziano ad ammalarsi nella mente e nel corpo e poi crescono con grandi disagi, ci sono storie di ragazzi con grandi disagi e non ci domandiamo mai cosa ci sia dietro o chi, che cosa provano, cosa sentono e come vorrebbero urlare di rabbia perche’ nell’ingiustizia di cio’ che subiscono o vivono nessuno ha spiegato loro come sopravvivere o uscirne senza lesioni e poi, ci sono persone adulte che indossano le loro lesioni emotive e fisiche come fossero abiti e ci escono ogni giorno ad affrontare quello che c’e’ la fuori, i problemi di ogni giorno, il lavoro, i colleghi, i falsi amici, la maleducazione, la presunzione, l’ipocrisia, la fretta, la tecnologia ed ora anche la prigionia di questo momento. E la liberta’ ?
Ci saranno sempre storie come queste, e ce ne sono alcune che insegnano ad affrontare il dolore e il grande vuoto che si prova dentro, a vincere e a sorridere a tutti i costi, a raggiungere un obbiettivo al di sopra di tutti, per alcune storie accade la guarigione, per altre no, ma tutte le storie si accomunano, perche’ la cosa piu’ importante e’ aver imparato a vivere anche attraverso la malattia, che possa esser qualsiasi, che possa venir dalla psiche o venir dal corpo .
Anche io sono testimone della mia esperienza durata per molti anni, piu’ della meta’ degli anni che ho, per lungo tempo non capivo, mi sentivo dilaniata e spezzata in due, persa, ma poi cercando e cercandomi dentro di me ho capito e adesso so che per troppo tempo, mi sono dimenticata di vivere !
Abbiamo un diritto dalla nascita, la liberta’ di vivere

Monica Picciafuoco

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